Chi decide, chi controlla, cosa si può dimostrare
Parole chiave:
intelligenza artificiale, AI Act, utilizzatore, alfabetizzazione in materia di IA, GDPR, legge 132/2025, governance, PMI, moda, retailAbstract
Molte piccole e medie imprese usano già l’intelligenza artificiale senza averlo deciso in modo esplicito: un chatbot per il servizio clienti, un motore di raccomandazione nell’e-commerce, un software che preseleziona i curriculum, uno strumento generativo per testi e immagini di campagna. Ogni sistema è stato scelto da un reparto diverso, spesso come funzione aggiuntiva di un servizio già in uso. L’articolo esamina uno scenario tipico del sistema moda e retail, costruito a scopo didattico, e ricostruisce gli obblighi che gravano sull’impresa che utilizza sistemi di IA senza svilupparli: Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), legge 23 settembre 2025, n. 132 e Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). Emergono tre divari ricorrenti: di conoscenza (l’impresa non sa quali sistemi usa), di responsabilità (nessuno ne risponde) e di evidenza (anche dove le regole esistono, non è possibile dimostrarle). L’articolo propone un metodo di governance proporzionato a una PMI, una checklist essenziale per la direzione e un percorso formativo.
Riferimenti bibliografici
Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), artt. 3, 4, 5, 6, 25, 26, 50; Allegato III.
Pacchetto Digital Omnibus: rinvio degli obblighi per i sistemi ad alto rischio al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028.
Legge 23 settembre 2025, n. 132, Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale.
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), artt. 5, 6, 13, 14, 22, 28, 30, 32, 35.
ISO/IEC 27001:2022, Information security management systems.
ISO/IEC 42001:2023, Artificial intelligence – Management system.
ISO 31000:2018 e ISO/IEC 23894:2023, gestione dei rischi.
M. L. Portaluppi, «Facile entrare, difficile uscire: carte memorizzate, rinnovi automatici e diritto di recesso nei servizi digitali», Portaluppi Research Journal, V. 1 N. 1, 2026.